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Traumi cranici in età evolutiva: Romania, Italia e Francia in rete per la riabilitazione

Avviato il progetto Erasmus+ che vede coinvolti il Centro Nicolae Robanescu di Bucarest, l’IRCCS Eugenio Medea di Bosisio Parini e l’ospedale di Saint Maurice, vicino a Parigi.

Tre importanti centri europei, referenti nazionali nei rispettivi Paesi per l’esperienza acquisita nella riabilitazione, hanno avviato nei giorni scorsi una collaborazione per migliorare l’approccio riabilitativo, clinico e di ricerca per i piccoli pazienti con trauma cranico. Si tratta del progetto Erasmus+ “Approaches in Rehabilitation of Children with TBI-Traumatic Brain Injury” (ARC-TBI), che vede coinvolti il Centro Nazionale per la riabilitazione neuro-psicomotoria infantile Nicolae Robanescu di Bucarest, con la responsabile del progetto dottoressa Veronica Morcov, l’IRCCS Medea La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, rappresentato dalle dottoresse Poggi, Bardoni, Oprandi e Marchetti Guerrini e il team della dottoressa Chevignard dell’ospedale di Saint Maurice, poco distante da Parigi.

Il trauma cranico si affronta in équipe
Il trauma cranico è la prima causa di disabilità a lungo termine nel mondo, con una serie di conseguenze a livello fisico, sensoriale, psicologico, comportamentale e cognitivo molto invalidanti, che impediscono il normale sviluppo del bambino. Le famiglie di questi pazienti sono spesso sottoposte a un forte stress e le cure che i bambini devono affrontare sono lunghe e impegnative. Inoltre le sequele esitanti dal trauma cranico richiedono l’intervento di un’équipe multidisciplinare specializzata nella gestione di problematiche molto eterogenee tra loro. In quest’ottica quindi parteciperanno al progetto le diverse figure professionali, normalmente coinvolte nell’équipe che si occupa del piccoli pazienti con TBI: neuropsichiatri infantili, neurologi, psicologi, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali e della neuro e psico motricità…

La formazione sui nuovi approcci riabilitativi
Erasmus Plus è un programma innovativo finanziato dall’Unione Europea con diversi scopi, uno dei quali è la creazione e il miglioramento di partenariati tra istituzioni e organizzazioni in settori specifici. Il progetto ARC-TBI prevede l’alternarsi di brevi incontri organizzativi in ciascuna delle tre nazioni e periodi più lunghi con vere e proprie attività di formazione tenute a turno da ciascuno dei tre centri, per la condivisione del sapere specifico che ogni istituto ha sviluppato in anni di attività al servizio della cura di questa tipologia di pazienti. Gli argomenti trattati comprenderanno le tradizionali tecniche di riabilitazione, gli approcci più moderni come la teleriabilitazione e la necessità di un intervento riabilitativo specifico nelle diverse fasce di età e nei diversi momenti del percorso di cura del paziente con TBI. Al termine del programma sono previsti momenti di disseminazione delle conoscenze acquisite: ogni centro si impegnerà alla diffusione delle competenze e dei metodi appresi, nell’ottica della condivisione, coinvolgendo i network riabilitativi di cui fa parte (altri ospedali, associazioni genitoriali…) e organizzazioni governative e non, coinvolte nella riabilitazione dei pazienti con TBI.

Collaborazioni anche per la clinica e la ricerca
Il progetto si colloca non solo nell’ottica della formazione continua degli operatori, ma anche in quella della condivisione a livello europeo delle migliori partiche cliniche per la gestione di questa complessa tipologia di pazienti, per creare protocolli di intervento sempre più uniformati e standardizzati. Non sarà però secondario l’obiettivo di promuovere collaborazioni sempre più strette a livello europeo, attraverso la creazione di future attività e progetti di ricerca per i quali Erasmus+ sarà una solida base di partenza.

Nella foto: Bucarest, 27 gennaio 2020 - Kick off meeting del progetto Erasmus+ “Approaches in Rehabilitation of Chil-dren with TBI”.

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