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Autismo: così La Nostra Famiglia risponde all’aumento dei casi e ai bisogni delle famiglie

2.850 bambini e bambine accolti nei Centri, 100mila bambini raggiunti con la telemedicina, 500 famiglie coinvolte nel monitoraggio precoce e 290 con il telecoaching.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Autismo dell’Istituto Superiore di Sanità, si stima che in Italia un bambino ogni 77 nella fascia di età 7-9 anni abbia un disturbo dello spettro autistico, con un aumento significativo dell’identificazione del disturbo nella fascia di età 0-3 anni e un abbassamento dell’età della prima diagnosi.

Tuttavia, la capacità di risposta dei centri pubblici e privati accreditati fatica a coprire l’intero fabbisogno nazionale e riesce a farsi carico solo di una quota compresa tra il 50% e il 70% della richiesta.

Questi dati sono particolarmente significativi e confermano la necessità di servizi sempre più competenti per intervenire precocemente nella riabilitazione dei piccoli pazienti e a supporto delle loro famiglie.

Come ente autorizzato e accreditato dal Sistema Sanitario Nazionale e dai Sistemi Sanitari Regionali, La Nostra Famiglia si sta spendendo da anni nell’offerta di servizi e proposte, ad accesso gratuito, a favore dei bambini con diagnosi dello spettro autistico e delle loro famiglie: nel 2024 ha accolto 2.850 bambini e bambine con diagnosi di autismo nei diversi servizi riabilitativi, distribuiti nelle sei regioni in cui è presente, mentre 1.090 bambini e ragazzi con malattie e disturbi del neurosviluppo hanno beneficiato di un ricovero presso i suoi Poli Ospedalieri finalizzato all’inquadramento diagnostico e funzionale.

Dalla partecipazione al Network NIDA, rete di collaborazione e ricerca coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità, all’elaborazione della piattaforma WIN4ASD, screening online integrato nella visita di bilancio dei 18 mesi che ha raggiunto oltre 100.000 bambini in Regione Lombardia, l’Associazione mantiene alto il suo impegno a livello nazionale su questo fronte, anche studiando specifici modelli riabilitativi e percorsi formativi per l’inserimento lavorativo.

Tra questi, il progetto pilota TWEx Two Wheel Experience, sviluppato dal Polo di Bosisio Parini (Lc) con la collaborazione di della Federazione Motociclistica Italiana (FMI), è rivolto a ragazzi tra i 12 e i 18 anni con autismo ad alto funzionamento o con disabilità intellettive lievi. Si tratta di incontri settimanali in cui i giovani vengono avviati ad acquisire competenze in ambito motociclistico, con l’obiettivo di promuovere il benessere, l’inclusione e un eventuale inserimento lavorativo.

Sul fronte clinico, il Telecoaching è un progetto di Behavioral Skills Training in telemedicina che aiuta i genitori a comprendere meglio le caratteristiche funzionali dei loro bambini e ad applicare strategie psicoeducative efficaci per migliorare le capacità del proprio bambino con autismo. Il progetto, che si appoggia alla piattaforma MedicalBIT, dal 2020 al marzo 2026 ha accompagnato 290 famiglie nell’iter di valutazione, riabilitazione e cura con percorsi multimediali innovativi che si integrano con la tradizionale pratica clinica, arricchendo il processo terapeutico e riabilitativo.

Osservazione delle competenze comunicative e sociali emergenti nei primi mesi di vita e delle prime dinamiche di interazione tra bambino e caregiver sono gli ambiti del BabyLab, le cui attività si sviluppano all’interno del Network NIDA: ad oggi il programma di monitoraggio precoce ha coinvolto oltre 500 famiglie, offrendo un monitoraggio clinico che consente di individuare tempestivamente eventuali segnali di rischio e, quando necessario, di favorire l’accesso a interventi precoci a sostegno dello sviluppo e della relazione. Il BabyLab sviluppa anche una componente di ricerca sperimentale, che utilizza tecnologie avanzate come elettroencefalografia (EEG) ed eye-tracking per studiare i processi precoci di attenzione sociale e di elaborazione sensoriale.

Sempre sul lato della ricerca scientifica, il Movement in Neurodevelopment Lab da 15 anni studia i fattori che contribuiscono alla complessità clinica dei disturbi dello spettro autistico, con particolare attenzione al ruolo delle abilità motorie. Si tratta di un filone di studi particolarmente promettente, sia per meglio comprendere i meccanismi dello sviluppo nell’autismo sia per individuare indicatori utili per una possibile stratificazione dell’autismo in sottotipi funzionali più omogenei.



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