
Modelli di cura, ricerche e inclusione in occasione della giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, si stima che in Italia un bambino su 77 presenti un disturbo dello spettro autistico, con una prevalenza dei maschi. L’individuazione dei segni di rischio, la diagnosi precoce e l'intervento tempestivo sarebbero quindi azioni strategiche e necessarie per il miglioramento della prognosi e della qualità della vita di questi bambini e delle loro famiglie. E invece sul sistema sanitario pesa una estrema variabilità di modelli organizzativi, professionisti e risorse: “Il Servizio Sanitario Nazionale, oltre a non avere risorse sufficienti ed equamente distribuite su tutto il territorio nazionale, fatica a promuovere la traslazione delle innovazioni tecnologiche, come anche delle recenti scoperte nell’ambito della immunologia, della genomica, delle neuroimmagini, in interventi abilitativi efficaci ed evidence based”: Massimo Molteni, Direttore Sanitario Centrale e Responsabile Area di ricerca Psicopatologia dello Sviluppo del Medea e componente del Direttivo Sinpia, spiega la necessità di coniugare queste innovazioni scientifiche, nate in un contesto di ricerca clinica, all’interno di una relazione di cura e di inclusione sociale: “è di fondamentale importanza per tutte le condizioni di fragilità lifelong tra cui il Disturbo dello spettro autistico”.
“Per sostenere una continuità e una relazione di cura che accompagni questi bambini negli anni occorre dare il massimo disponibile per recuperare alcune funzioni, o comunque per trovare la migliore qualità della vita”, spiega Molteni ad Avvenire (leggi tutto https://www.avvenire.it/vita/pagine/autismo-voci-fuori-dal-silenzio).
“Nell’ambito di questi disturbi abbiamo varie tipologie di fenotipi, dai bambini che presentano aspetti più lievi e gestibili a quelli che invece hanno difficoltà molto importanti, correlate per esempio ai disturbi del comportamento”, spiega il dottor Antonio Trabacca, responsabile del Polo ospedaliero scientifico di neuroriabilitazione di Brindisi: “per ogni bambino cerchiamo di costruire un percorso abilitativo che lo porti alla migliore qualità di vita possibile” (guarda il servizio su Telenorba).
Ecco perché il Medea partecipa al Tavolo sull’autismo dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della Salute della Cei, mettendo a disposizione la propria esperienza per rispondere alle domande più frequenti con una serie di podcast e di video tematici (https://salute.chiesacattolica.it/i-colori-dellautismo/) e presenta alcuni progetti messi in campo per migliorare e innovare i percorsi di diagnosi, di cura e di intervento per i bambini e le bambine con autismo e per affiancare le loro famiglie.
NOAH: continuità di cura dall’ospedale al territorio
Attivo in 6 Centri lombardi della Nostra Famiglia, il percorso sostiene i bambini e le bambine con disturbo dello spettro autistico all'interno del loro contesto di vita con interventi diversificati e intensivi. Leggi tutto
Telecoaching: un programma di telemedicina mediato dai genitori
Ideato dai clinici e dai ricercatori del Medea, aiuta i genitori a comprendere meglio le caratteristiche e i comportamenti del proprio bambino e ad applicare strategie psicoeducative efficaci per migliorare le sue capacità. Leggi tutto
Analisi del comportamento per costruire percorsi di apprendimento
Il progetto di sperimentazione, in collaborazione con il network NIDA dell’Istituto Superiore di Sanità, è rivolto ai fratelli o sorelle di bambini con autismo che al monitoraggio dei 18 mesi di età presentano segnali di rischio. Leggi tutto
Screening a distanza con Telenida
Creato dalla collaborazione scientifica tra Istituto Superiore di Sanità e IRCCS Medea, permette di identificare i “campanelli di allarme” a partire dai 18 mesi di vita. Leggi tutto
Allo studio le anomalie del movimento attraverso un approccio multimodale
Indagare eventuali marker associati alle difficoltà motorie può aiutare a capire meglio l’eziologia del disturbo dello spettro autistico. Leggi tutto
Una condizione complessa ed eterogenea che in Italia tocca circa 600.000 famiglie
La responsabile del Medea Autism BabyLab Valentina Riva spiega ad EspansioneTv quali sono i campanelli di allarme, l'importanza della ricerca per una diagnosi precoce e la necessità del coinvolgimento della famiglia e della scuola per una buona integrazione. Guarda il servizio
Con i Gipsy Kings e Beethoven la musica non è più barriera
La storia di Michele, giovane pianista con disturbo dello spettro autistico, seguito dal Presidio di Riabilitazione di Pasian di Prato (UD). Leggi tutto
Un bambino autistico non ti sta ignorando: sta semplicemente aspettando che entri nel suo mondo
“Non mi sopporto quando ci sono gli imprevisti brutti: mi arrabbio e questo non va bene. La rabbia va via abbracciando mia madre”. Dal Centro di Riabilitazione di Lecce i racconti di Teo, Antonio, Cristiano e Giacomo. Guarda il video
Bennet Club 2025 sostiene la ricerca sull'autismo del Medea BabyLab.